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Ricordata la figura del vescovo Giuseppe Petralia, a 100 anni dalla nascita. Un episcopato segnato dal terremoto del 68 e dai preti del dissenso.
Notiziario di Sabato 4 Novembre 2006

Una figura di vescovo controversa che tuttavia ad Agrigento ha lasciato il segno. Parliamo di mons. Giuseppe Petralia, vescovo di Agrigento per 17 anni, ricordato ieri in un convegno in occasione del centenario dalla nascita. Vediamo.
E’ stato Vescovo di Agrigento dal 1963 al 1980, raccogliendo la pesante e scottante eredità di mons. Giovanni Battista Peruzzo, figura dalla forte personalità. 17 lunghi anni segnati da importanti eventi, durante i quali la Chiesa agrigentina ha vissuto momenti di forte fibrillazione. Con un interessante e partecipato convegno, ieri è stata ricordata la figura di mons. Giuseppe Petralia, il vescovo del dopo Concilio Vaticano II che seguì intesamente, partecipandovi con impegno, convinto che la Chiesa dovesse cambiare con i nuovi tempi. Ma furono gli anni della frana del 1966 e del terremoto del Belice del 1968, che videro il Vescovo vicino alle popolazioni gravemente colpite. Petralia intervenne nei confronti del potere romano chedendo di non dimenticare le popolazioni del Belice che avevano bisogno di riscatto e di fiducia.
Questo vescovo, definito da Enzo Di Natali, uno dei più grandi vescovi del II millennio, dovette salvaguardare la fede e l’ortodossia cattolica nel periodo in cui in Agrigento si affermò il dissenso sostenuto da alcuni validi sacerdoti che desiseravano propugnare fede e scelta marxista, convinti che il vangelo si poteva coniugare con l’ideologia comunista. Durante la manifestazione per ricordare mons. Giuseppe Petralia, don Salvatore Russotto, che per dodici anni è stato suo fedele segretario, ha ricordato alcuni particolari della vita del vescovo defunto. Anzitutto ha rilevato che il Vescovo Petralia, corretto nel governo della diocesi agrigentina, si mostrava paterno e accogliente con tutti. Invece, don Giuseppe Veneziano, già arciprete di Favara, ha rilevato la spiritualità nel vescovo. Una spiritualità che proponeva un modello di prete dedicato alla preghiera. Infine, il prof. Salvatore Di Marco ha sottolnieato la produzione letteraria e poetica che può annoverare Petralia tra i grandi poeti d’ispirazione religiosa. Infine, nel suo discorso conclusivo l’Arcivescovo Carmelo Ferraro ha accolto l’idea proposta dal critico letterario Salvatore Di Marco di istituire il Premio Nazionale di Poesia d’ispirazione religiosa dedicato al Vescovo Giuseppe Petralia.
 
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