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Cronaca.4 arresti a Licata per bancarotta fraudolenta. Inchiesta della Guardia di Finanza.
Notiziario di Giovedì 9 Marzo 2006

Operazione della Guardia di finanza di Agrigento. Quattro persone sono state arrestate nell'ambito di una inchiesta su una bancarotta fraudolenta di una impresa di Licata. Le indagini, coordinate dal pm di Agrigento Luca Fuzio, si sono protratte per oltre due anni ed hanno riguardato 31 imprese edili dichiarate fallite dal 2003 al 2005, tutte riconducibili agli indagati, legati tra loro da vincoli di parentela e di lavoro. Disposto anche il sequestro preventivo di contante, titoli ed altri beni pari a oltre 25 milioni di euro. Il servizio.
Ci sono voluti due anni di indagini prima che i finanzieri del Nucleo Provinciale Polizia Tributaria di Agrigento facessero luce su un’organizzazione dedita alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Nove le ordinanze cautelari di cui 4 in carcere e 5 divieti di soggiorno richiesti dal sostituto Procuratore della repubblica di Agrigento, Luca Fuzio. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori è finita la famiglia Sorriso di Licata, imprenditori del settore edile. Nome dell’operazione "Empty Box", scatola vuota. E in effetti il meccanismo che i Sorriso avevano messo in piedi aveva l’obiettivo di svuotare l’attivo fallimentare delle imprese per trasferirlo in altre imprese a loro riconducibili, in modo tale che i creditori restassero a boccasciutta. Ad insospettire gli inquirenti è stato il fallimento nel dicembre del 2003 della ditta Individuale che faceva capo al 61enne Leopoldo Augusto. In quell’occasione Leopoldo aveva trasferito i valori attivi in un altra società. Operazione ripetuta 8 mesi dopo con un’altra società la Comer srl dichiarata fallita il 21 luglio del 2005. Secondo gli inquirenti Leopoldo Sorriso avrebbe sottratto dalla massa fallimentare più di 25 milioni di euro. Le indagini si sono allargate anche ad altre 29 società a responsabilità limitata tutte riconducibili ai Sorriso. Il blitz di stamani delle fiamme gialle ha riguardato oltre Licata diverse città del nord Torino, Bologna e Casallecchio sul Reno. In queste città Alex e Vincenzo avevano aperto dei Fast-Food. 75 i militari impiegati, 25 automezzi utilizzati, 40 perquisizioni domiciliari e locali ma che quello che più conta è il sequestro preventivo di oltre 25 milioni di euro tra valori, quote societarie ed altri beni immobili.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è scattata per Leopoldo Sorriso, per i figli Alex 27 anni, Vincenzo 38 anni e per l’amministratore delegato Calogero Terranova 52 anni di licata.
Divieto di soggiorno a Licata invece per Carmela Pintacorona 59 anni moglie di leopoldo, la figlia Emilia 35 anni, per il fratello ed ex sindaco di Licata, Augusto Sorriso che da un paio di anni si trova negli Stati Uniti e per la moglie Alice Maria De Flaviis, originaria di Teramo.
Divieto di soggiorno infine in provincia per il 42enneVincenzo Puzzo, considerato il prestanome di Leopoldo Sorriso.
 
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