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Notiziario di Mercoledì 1 Febbraio 2006

Il leader nazionale dell'Udeur, Clemente Mastella, è stato sentito oggi dai PM della Procura di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sulle talpe alla DDA che vede tra gli imputati anche il presidente della Regione, Cuffaro. Mastella, che si è recato spontaneamente davanti ai magistrati, è stato sentito in particolare in merito ad alcune dichiarazioni del pentito Francesco Campanella, ex esponente dell'Udeur, al quale peraltro Mastella ha fatto da testimone alle sue nozze. Credo di aver fornito ai Pubblici Ministeri di Palermo un utile contributo per le indagini che stanno conducendo, ha commentato in una nota stampa il segretario dell'Udeur. E intanto è stata annullata la trasferta a Milano dei giudici della sezione penale del Tribunale di Palermo che intendevano sentire il pentito Campanella, nell'ambito del processo su mafia e politica in cui è imputato, tra gli altri, l'ex assessore comunale di Palermo, Domenico Miceli. E questo a causa del fatto che uno dei giudici si è ammalato. Il processo è stato rinviato al 9 marzo. ----- E anticipiamo la pagina sportiva, per parlare dell'impresa dell'Akragas che oggi pomeriggio, al termine di una combattuta gara con la Nissa, in trasferta, ha staccato il biglietto per la finale di Coppa Italia. L'Akragas ha superato la Nissa ai calci di rigore dopo che i 90 minuti regolamentari si erano conclusi con il punteggio di 1-0 per la Nissa, lo stesso punteggio maturato 15 giorni fa, ad Agrigento, a favore dell'Akragas. Eroe della giornata il portiere biancazzurro Casella che ha preso il posto dell'infortunato Cintura. Casella prima ha segnato il rigore del 5-4 e poi ha parato il penalty calciato da un giocatore nisseno, regolando la qualificazione all'Akragas. ------- Sulla vicenda dei precari interviene Rita Borsellino, candidata alla presidenza della Regione per l'Unione, per la quale oltre a individuare risorse per stabilizzazione, serve un no netto a nuovo precariato per evitare false promesse elettorali come quelle che circolano in questo periodo. Un malcostume, conclude, che oltre ad essere scandaloso rischia anche di diventare pericoloso dal punto di vista sociale. Intanto la vicenda dei precari Asu e Puc è stata stasera al centro di un'assemblea organizzata dalla Cgil di Agrigento. ------- Sotto accusa il presidente del consiglio comunale Di Maida. A criticare duramente il suo operato nella conduzione dei lavori d'aula è questa volta un rappresentante dell'amministrazione, l'assessore socialista Volpe che denuncia una presunta, eccessiva tolleranza di Di Maida nei confronti del consigliere Arnone. L'incidente istituzionale si è consumato ieri sera nel corso di una tranquilla seduta assembleare anche se la polemica è esplosa oggi con un botta e risposta fra Volpe e Di Maida. Secondo quanto asserisce l'assessore alle politiche sociali, il presidente del Consiglio avrebbe contravvenuto alle disposizioni regolamentari nel momento in cui dopo il suo intervento conclusivo del dibattito, ha dato ad Arnone la facoltà di parlare. Un atto grave per Volpe che stimola il sospetto di un atteggiamento piuttosto morbido di Di Maida nei confronti di Arnone attribuendogli la libertà di stravolgere l'ordine del giorno dei lavori e lo stesso regolamento. Volpe ricorda al presidente dell'assemblea che la sua elezione è stata frutto di un accordo di maggioranza e che il suo ruolo di super partes nella gestione dei lavori d'aula non può consentirgli di concedere ad Arnone o ad altri la possibilità di contravvenire ai canoni di correttezza nel comportamento e nei contenuti dell'intervento. E' una polemica sterile ed impropria , replica Di Maida: Arnone aveva diritto a parlare poiché lo aveva chiesto durante l'intervento di Volpe e questo è permesso dal regolamento. Fra l'altro - precisa Di Maida - Arnone in precedenza non aveva preso la parola ed in nessuna parte la normativa vigente attribuisce agli assessori il diritto o la facoltà di concludere i dibattiti consiliari che per loro stessa natura, essendo confronto tra posizioni politiche che hanno uguale legittimità - aggiunge Di Maida- non presuppongono che qualcuno li possa chiudere, come invece pretendeva insistentemente ed in modo non composto l'assessore Volpe. Insomma per Di Maida chi ha violato il regolamento è proprio l'esponente di giunta la cui pretesa è arbitraria ed in palese contrasto con il regolamento e d'altra parte – sottolinea il presidente dell'assise - non vi possono essere vincoli di maggioranza finalizzati a prevaricare la legge. Il mio compito - conclude Di Maida – è quello di garantire il rispetto della normativa nei confronti di tutti , maggioranza ed opposizione.
 
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