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Ucciso per uno sgarro. I Carabinieri di Agrigento arrestano 5 persone per l’omicidio di Maurizio Giglione. Forse un regolamento di conti dietro al brutale assassinio.
Notiziario di Sabato 9 Dicembre 2006

Gli inquirenti hanno fatto luce sull’omicidio di Maurizio Giglione, 23 anni, di Raffadali, ucciso nel marzo 2005 probabilmente per uno sgarro. Una vendetta da parte dei componenti della stessa organizzazione criminale di cui la vittima avrebbe fatto parte. Cinque le persone arrestate. Il servizio.
Ucciso per un regolamento di conti. Maurizio Giglione, 23 anni, di Raffadali, il cui cadavere venne rinvenuto il 3 marzo del 2005, dieci giorni dopo la scomparsa denunciata dai familiari, avrebbe pagato con la vita un presunto sgarro compiuto. Gli inquirenti sono alla ricerca ancora del vero movente, ma intanto hanno messo mani sui presunti autori della spedizione punitiva che nel febbraio 2005 troncò la vita del giovane raffadalese. Indagini lunghe e complesse, sfociate nella notte con il blitz che ha portato all’arresto di cinque persone. Sono Giuseppe Cuffaro, 71 anni, il figlio Silvio Cuffaro, 36 anni, entrambi di Raffadali, Raimondo Oreto, 28 anni, di Agrigento e Maurizio Emmanuele, 35 anni, di Racalmuto, accusati in concorso tra loro di omicidio premeditato. Una quinta persona, Vincenzo Barbaro, 35 anni di Raffadali, é invece accusata di favoreggiamento personale per avere taciuto circostanze a sua conoscenza e importanti ai fini dell'inchiesta. Maurizio Giglione scomparve nel nulla un pomeriggio di febbrario del 2005. Furono i genitori a denunciare la scomparsa del figlio. Poi, il 3 marzo, il cadavere venne rinvenuto in aperta campagna, in una zona non molto distante dal centro abitato di Raffadali, in direzione di Montaperto. Il corpo del giovane presentava una vasta ferita al volto. E’ probabile che Maurizio Giglione fosse stato ucciso il giorno stesso della scomparsa. Maurizio Giglione era stato arrestato il primo ottobre del 2004 nell’ambito di un’operazione condotta dai Carabinieri denominata Oro nero. Con lui finirono in carcere altre 21 persone, tra cui Raimondo Oreto che dopo poche settimane lasciò il carcere per gli arresti domiciliari. Ma secondo gli inquirenti partecipò alla spedizione punitiva nei confronti di Giglione e dunque è accusato anche di violazione degli obbligli di custodia. Gli inquirenti fecero luce su un’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, armi, tentato omicidio e sfruttamento della prostituzione. Le indagini presero il via dal pedinamento di un pregiudicato di Raffadali, sospettato di fare prostituire la propria fidanzata.
E si è appreso anche che un un fratello di Maurizio Giglione, ucciso come detto nel 2005, Salvatore Giglione, nel 1994 era stato vittima di una lupara bianca. Gli investigatori nel 2000 trovarono i resti di un corpo nelle campagne di Raffadali e si risalì all'identità dall'analisi del teschio. L'inchiesta sulla morte di Maurizio Giglione è stata coordinata dal pm della procura di Agrigento, Gemma Miliani. Dall'indagine è emerso anche che i familiari di alcuni degli arrestati sarebbero stati uccisi in passato nell'ambito di scontri fra bande.
 
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