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Notiziario di Venerdì 16 Giugno 2006

Nuova pesante intimidazione nei confronti dell’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada, titolare di una avviata azienda per la produzione dell’energia eolica. Un attentato incendiario ha distrutto, la notte scorsa, 50 pale eoliche custodite nel porto di Termini Imerese in attesa di essere spedite a Licata dove è in corso di realizzazione un impianto eolico. Poco meno di 15 giorni fa, l’imprenditore, che in passato ha denunciato alla Giustizia i suoi estorsori, è stato vittima di un’altra intimidazione. Il servizio. Criminalità in trasferta. Hanno giocato fuori casa gli ignoti piromani che la notte scorsa, al porto di Termini Imerese, hanno dato fuoco ad una cinquantina di pale eoliche in vetroresina, custodite in alcuni containers, in attesa di essere spedite a Licata. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco. Sull'incendio, certamente doloso, indaga la polizia e la Procura della Repubblica di Termini Imerese. La custodia delle pale, acquistate in Spagna, era affidata alla New Port, un'azienda palermitana. Due settimane fa, il 30 maggio scorso, gli attentatori avevano colpito in casa, nel cantiere di contrada Crocifisso Ciccobriglio, dove l’impresa Moncada Costruzioni sta realizzando un impianto eolico. Una nuova intimidazione, dunque, che colpisce ancora una volta l’imprenditore Salvatore Moncada, titolare dell’azienda che da tempo opera nel settore della produzione di energia eolica. Allora, a Licata, gli attentatori si erano limitati ad incendiare una pala meccanica. Stavolta hanno alzato il tiro e distrutto 50 pale eoliche. L'impresa è impegnata nella realizzazione di due grandi impianti. Salvatore Moncada in passato ha denunciato alle forze dell'ordine intimidazioni, soprusi, illegalità che hanno portato all’emissione di alcune ordinanze di custodie. All’indomani del primo attentato, il presidente dell’Unione degli Industriali di Agrigento, Giuseppe Catanzaro, oltre a solidarizzare con il collega, invitò tutti gli imprenditori a collaborare con la Giustizia. Lo stesso Moncada scrisse una lettera aperta al Ministro degli Interni, Giuliano Amato, per sollecitare una maggiore attenzione dello Stato alle imprese del Sud. Al responsabile numero uno dell'ordine pubblico in Italia, Moncada denunciò lo stato di pericolo in cui si trova ad operare un imprenditore che vuole investire per lo sviluppo e il rilancio del suo territorio. Troppi rischi, scrisse, senza alcuna garanzia, senza alcuna attenzione delle istituzioni. E aveva concluso la lettera invitando il prefetto a siglare un protocollo di legalità. Prima della risposta delle Istituzioni, è arrivata quella della criminalità. ------ Visita nell'ospedale di Terni, oggi, per Bernardo Provenzano, rinchiuso nel carcere della città umbra da subito dopo il suo arresto, avvenuto l’11 aprile scorso. Il boss ha lasciato l'istituto penitenziario a bordo di un'ambulanza. In ospedale sarebbe stato sottoposto ad alcuni esami specialistici in regime di day hospital. ----- Strumentali e demagogiche le posizioni del centro destra a proposito dell’aumento dell’Irap in Sicilia. Lo sostiene Nuccio Cusumano, senatore dell’Udeur e commissario regionale del partito, che in una nota ribadisce che la misura dell'aumento dell'Irap, per le regioni che abbiano un bilancio sanitario negativo, è stata assunta dal governo Berlusconi. La verità, prosegue, è che abbiamo ancora il buco della sanità in Sicilia, che in parte è stato coperto con fondi che il governo di centro-destra avrebbe dovuto destinare agli investimenti per sviluppo e nuova occupazione. Cusumano inoltre critica l’MpA che, a suo dire, è sempre più avviato lungo una deriva populista. ---- Il presidente del consiglio della prima circoscrizione di Agrigento, Fabio Zarbo, unitamente a tutti i consiglieri, ha inviato una lettera di augurio per il successo elettorale agli otto deputati regionali eletti in provincia nel corso delle regionali del 28 maggio scorso. Nella lettera anche un invito a profondere il massimo impegno per combattere la piaga della disoccupazione e della emarginazione sociale nel contesto più ampio della legalità a tutti i livelli e a compiere il massimo sforzo per migliorare le sorti della Sicilia e della provincia di Agrigento. ----- Prosegue lo stato di agitazione degli agenti di Polizia aderenti alla Uil, in servizio alla Questura di Agrigento. La protesta è per sollecitare una migliore organizzazione e utilizzo del personale. Il segretario provinciale della Uil Polizia di Stato, Antonio Alletto, ha incontrato stamani il vice questore Antonio Malafarina col quale ha affrontato l'intera questione. Non faremo alcun passo indietro, ha detto al termine Alletto, se non giungeranno segnali positivi. Alletto non esclude che la protesta possa allargarsi ai cinque commissari della provincia. ------ Il primario del reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico di Palermo, Mario Re, agrigentino ed ex sindaco di Cianciana, è indagato per abuso d'ufficio. L'inchiesta nasce dalla denuncia presentata dall'avvocato Carla Garofalo, il cui figlio, Flavio Beninati, è morto il 14 maggio scorso dopo un mese di agonia nel reparto diretto da Re. Nella denuncia il legale lamentava "la gratuita crudeltà direttamente subita con il diniego di una visita al figlio morente e il divieto della visita del padre spirituale del ragazzo per la somministrazione dei sacramenti. Sulla morte di Flavio Beninati, 33 anni, caduto in un pozzo di luce di un palazzo di via Quintino Sella, dove la madre, ha lo studio, la procura ha aperto un'inchiesta. Il giovane potrebbe essere rimasto vittima di un'aggressione da parte di qualcuno che si era intrufolato nel palazzo, forse per una rapina.
 
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