Notiziario di Lunedì 9 Giugno 2008
Finita l'epoca delle serenate, chitarre e mandolini lasciano il posto alle bombolette spry, agli striscioni, ai messaggini sms, alle pagine dei giornali, alle trasmissioni televisive per comunicare, al mondo intero, eterno amore. C'è chi chiede scusa per un tradimento e chi si limita a dipingere sull´asfalto la data del fidanzamento o a scrivere un pezzo di Antonello Venditti. Qualcuno si lascia andare a composizioni poetiche, altri non fanno altro che scrivere le proprie iniziali all´interno di cuori di vernice bianca, un po´ come si faceva una volta sulle cortecce degli alberi. Dai muri dei palazzi, all´asfalto, ai marciapiedi, ai cavalcavia. L'ultimo si trova lungo la statale 115, sovrastante il viale Emporium. E’ qui che un giovane agrigentino, anonimo, ha voluto dichiarare il suo messaggio d’amore, esponendo un lungo striscione con la scritta: Grazie di essere ciò che sei: Ti amo. Più che di nuovi graffiti metropolitani, si tratta dunque di un vero e proprio fenomeno di massa, una stravagante forma di comunicazione sentimentale che travalica ogni timidezza e permette a una generazione cresciuta a forza di sms e di e-mail di esprimere il proprio amore con un linguaggio diretto e senza dubbio incisivo. Murales, dediche in radio, serenate a ritmo di rap sotto casa della persona amata. Tanti insomma i modi di gridare il proprio sentimento e di “metterlo in piazza”, ma l’ultimo, divenuto ormai il più noto, è la moda tutta giovanile, sulla falsariga dei lucchetti di Ponte Milvio a Roma di suggellare un amore eterno con un lucchetto legato ad un lampione le cui chiavi vengono gettate via, così da rendere infrangibile il loro sogno d'amore. Moda che anche ad Agrigento sta prendendo piede. Attaccati l'uno all'altro fanno bella mostra di sé, in un lampione del porticciolo di San Leone, catenacci di tutte le fogge e dimensioni che recano una data e i nomi dei fidanzatini scritti a pennarello o, in alcuni casi, proprio incisi sulla superficie.
