Notiziario di Venerdì 2 Maggio 2008
Prosegue lo scontro a distanza tra i consiglieri comunali del Partito Democratico di Agrigento e il vertice dell’Ato Gesa Agrigento due sulla questione relativa al rimborso di 11 milioni di euro che la società che gestisce i rifiuti dovrebbe accordare al comune. Una polemica a colpi di note stampa.
Uno scontro senza esclusioni di colpi. Da un lato i consiglieri del partito democratico di Agrigento, dall’altro il presidente dell’Ato Rifiuti Gesa Agrigento due, Gaetano Mancuso. Oggetto del contendere: i 10 milioni di euro che la società d’ambito deve restituire al comune che in tal modo eviterebbe, o quanto meno allontanerebbe, il pericolo di dissesto finanziario. Avevano cominciato i tre consiglieri del Pd, Hamel, Lauricella e Galvano, qualche giorno fa, proponendo di annullare il protocollo d'intesa sottoscritto dal Comune e dall'Ato Gesa Ag2 nel 2005. Una sorta di contratto capestro in base al quale il comune si impegnava ad anticipare 11 milioni di euro, senza avere, secondo i consiglieri PD, garanzie di rientro. La replica di Mancuso non si faceva attendere: sul debito-credito, ha ricordato il presidente dell’Ato rifiuti, il Comune avrebbe ancora degli impegni economici da rispettare se la società d'Ambito non avesse coperto l'ammanco. Sarebbe stata infatti la Gesa, ha precisato ancora Mancuso, a contrarre una sorta di mutuo, una anticipazione da parte del Banco di Sicilia che l'ente agrigentino non ha mai onorato fino in fondo. E via giù una serie di considerazioni e attacchi politici sul ruolo dell’opposizione. Una reazione dai toni esagerati e fuori misura, controreplicano oggi Hamel, Lauricella e Galvano, a conferma, proseguono, che la società d'ambito ha il carbone bagnato. I tre sostanzialmente confermato le critiche, soprattutto quella relativa alla presunta interpretazione del finto pagamento delle rate da 200 mila euro utilizzate per il ripianamento dell’esposizione della società GE.S.A. nei confronti del Banco di Sicilia poiché, scrivono, la fase dell’anticipazione del Comune in favore della società si è definitivamente conclusa il 31 dicembre scorso e, pertanto, da quella data le somme anticipate dovevano essere, in ogni caso, restituite al Comune di Agrigento. La verità, proseguono i tre, è che nonostante i propositi, a distanza di tre anni dal 2005, la società Gesa, con pretesti di ogni tipo, non ha restituito neanche un centesimo dei milioni di euro ricevuti in prestito dal Comune di Agrigento. E la conferma arriva indirettamente dal sindaco Zambuto che ha affermato che il comune potrebbe attivare un decreto ingiuntivo contro la Gesa, ma evita di farlo per non far fallire tale società e mandare allo sfascio il sistema di raccolta dei rifiuti. La verità, concludono i tre, è che i rapporti tra Comune e Ato sono basati su un castello di carta pronto a cadere al primo soffio di vento. E che gli Ato continuano ad essere un carrozzone politico – clientelare.
