Notiziario di Sabato 25 Settembre 1999
"Non esistono vittime di mafia di serie A e seria B.Esistono solo servitori dello stato trucidati per il bene comune, per avere fatto il proprio dovere e che dinanzi agli occhi del Paese devono avere lo stesso trattamento nel ricordo e nella memoria".A parlare è Roberto Saetta, figlio del giudice Antonino Saetta e fratello di Stefano, assassinati dalla mafia il 25 settembre del 1988.Nel giorno dell'undicesimo anniversario della morte, Canicattì, città natale del magistrato e del figlio, li ha ricordati con una messa presso la Chiesa della Madonna della Rocca.Rammarico intanto viene espresso dal figlio del magistrato Saetta, Roberto in quanto con il passare del tempo si è perso il significato vero dell'opera anticrimine condotta dal padre.Secondo Roberto Saetta, "sono troppo pochi quelli che si ricordano del duplice delitto. Si ricordano Falcone e Borsellino, conclude Roberto Saetta, ma per mio padre ed altri si fa troppo poco, non viene riservato lo stesso trattamento".
